La Prima Volta che ho mangiato un pezzo di prosciutto ne ho mangiati a ruota due etti. Da lì non ho più smesso.

La prima volta che ho sentito i System of a Down mi è salita la scimmia per 10 anni. Poi ho capito che esistono i Rammstein, da lì ho iniziato ad esplorare un universo musicale che mi ha permesso di arrivare agli Eugenio in Via di Gioia.

La capacità di fare connessioni non scontate è alla base della resilienza e crea connessioni con la speranza.

La prima volta che mi sono interessato ad una ragazza mi sono volontariamente infilato in una Friendzone durata 10 anni. Come ciò sia possibile? Non avevo il coraggio di confrontarmi. Non avevo il coraggio dei miei sentimenti. Ero in quella fase prepuberale dove i testicoli (sottile metafora virile dove rappresentano il coraggio) non erano ancora scesi.

Se ne avessi parlato, se avessi goduto dei miei sentimenti probabilmente sarei finito incontro ad una cocente delusione. E sarebbe accaduta PRIMA dei sopracitati 10 anni.

La prima volta che ho tenuto tra le braccia un neonato avevo paura di farlo cadere. Ma se miliardi di uomini sono riusciti a farlo senza traumatiche conseguenze potrei riuscirci anche io. 

Però trattenere tra le proprie mani una simile creatura mi ha insegnato quanto siamo frangibili – tutti, a prescindere dall’età.

La prima volta che ho apprezzato il vino rosso era passato molto tempo dal primo calice bevuto. Il bianco è più delicato, più fruttato ma anche menzognero.

Da quel bicchiere di rosso è cambiata la mia percezione dell’alcolismo sociale. E sono quasi automaticamente passato agli amari: la vecchiaia più precoce della storia!

La prima volta che ho realizzato la teoria della relatività di Einstein è stato quando ho calcolato da quanti anni fossi amico con il mio più vecchio amico.

Sembrava passato molto meno tempo, ma ne è valsa la pena.

La prima volta che sono riuscito a realizzare un progetto sono stato brutalmente devastato dall’utilizzo che il prossimo ne ha fatto.

Fallire non è mai dolce, ma fallire su quello che ami è atroce.

La prima volta che ho scelto di investire su me stesso ho realizzato perché molte persone preferiscano rinchiudersi nel loro piccolo mondo e non tentare mai.

E’ dura tentare e riuscire al massimo a galleggiare. Perché tutti sappiamo che sono solo gli str*nzi a galleggiare.

La prima volta non è semplicemente aprirsi al mondo delle possibilità, ma mettersi in discussione rispetto al sistema di riferimento. E’ capire di poter essere altro da sé (o anche capire di non poter essere proprio tutto tutto tutto). 

La prima volta è un atto di fede laico, per chi non crede. E’ far entrare il mondo della statistica – dunque delle possibilità – nella propria vita. E con un briciolo di fortuna, chissà, potrebbe essere la volta giusta!

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